NON CI SONO DUBBI CIRCA IL MIRACOLO CHE HA APERTO LA STRADA ALLA BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II

Włodzimierz Rędzioch parla con il prof. Carlo Jovine, perito neurologo della Congregazione delle Cause dei Santi

“Ma quali dubbi sulla guarigione di suor Marie Simone-Pierre Normand! Non c’erano. Le dico di più: il caso della suora francese è uno di oltre più di 200 casi delle guarigioni segnalati al postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II. Più di 200! Allora, chi solleva questo tipo di accuse non è informato o è in malafede”. Il prof. Carlo Jovine è molto deciso nello smentire le insinuazioni circa i dubbi sul miracolo della guarigione di suor Normand tramite l’intercessione di Giovanni Paolo II che di tanto in tanto vengono sollevate da qualche giornalista. E lui è la persona più competente per parlarne: primario neurologo nell’ospedale del Ordine di Malta a Roma, consulente neurologo del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e perito ufficiale neurologo della Congregazione delle Cause dei Santi, ha fatto parte della Consulta Medica che ha stabilito la “inspiegabilità scientifica” della guarigione della suora francese dal morbo di Parkinson. Le ho chiesto di ricordare la faccenda per “smontare” dei dubbi riguardanti tale miracolo.

WŁODZIMIERZ RĘDZIOCH: - Come mai si è scelto il caso di s. Marie Simone-Pierre per la causa di beatificazione di Giovanni Paolo II?

PROF. CARLO JOVINE: - Si è scelto il caso della suora francese perché era il più significativo, tenendo conto che anche il Papa soffriva della stessa malattia, il morbo di Parkinson, ma i casi delle guarigioni non spiegabili scientificamente erano più di 200. Il caso di suor Normand è stato poi documentato da una mole di analisi mediche, di ricerche, di attestati medici proprio per confermare che la guarigione fosse stata scientificamente inspiegabile: per la Chiesa questo significa che si trattava del miracolo. La prima cosa che mi ha colpito come componente della Consulta Medica era proprio la mole della documentazione, circa 2 mila pagine.

- Cosa conteneva quella documentazione?

- I risultati degli esami specialistici, neurologici e psichiatrici, radiografie, ecc.

- Chi analizzava la documentazione medica?

- Il postulatore, mons. Oder, ha trasmesso la documentazione alla Congregazione delle Cause dei Santi che l’ha sottoposta all’esame della Consulta Medica composta da sette specialisti internazionali che dovevano esprimersi sulla spiegabilità o non spegabilità scientifica della guarigione.

- Vi erano pareri divergenti tra i medici?

- Si. La guarigione era talmente sorprendente, direi sconvolgente, che non potevano non suscitare i pareri contrastanti. Alcuni medici hanno posto uno strano teorema: dal morbo di Parkinson non si guarisce, è una malattia cronica, evolutiva dalla quale non si può guarire. Quindi se la suora è guarita allora non aveva il morbo di Parkinson. E’ un ragionamento assurdo. Il medico che la aveva in cura voleva addirittura fare un intervento sul cervello (stereotassi cerebrale) per ridurre il tremore che le rendeva quasi impossibile gestire le attività quotidiane. Questo suo medico curante ha mandato la suora da uno dei più grandi specialisti il prof. Gastaut che ha confermato la diagnosi. Lo stesso Gastaut ha visto la suora dopo l’evento miracoloso e ha dovuto constatare che la suora non era più affetta dalla malattia di Parkinson. La scienza si ferma sul dato obiettivo: la malattia c’era e non c’è più. L’interpretazione che da la Chiesa è diversa: la guarigione scientificamente inspiegabile è miracolosa.

- Potevano avere qualche fondamento queste ipotesi di un'altra malattia?

- Direi di no. Perché la coerenza scientifica non consente di negare un quadro clinico consolidato negli anni e avvalorato da una pluralità di testimonianze e di analisi. Comunque sia, tutte le ipotesi alternative sono state oggetto di attenta verifica.

- Tra tali ipotesi alternative c’era anche quella di disturbi psicopatologici…

- Si, ma suor Normand venne sottoposta ad una serie di esami di natura psichiatrica per escludere, appunto, che eventuali disturbi psicopatici o disturbi della personalità fossero all’origine della malattia. E questi esami non solo hanno confermato la totale sanità mentale della suora ma hanno messo in rilevo il suo carattere forte, volitivo, che non si era mai arreso di fronte alla malattia.
E questa suora che alla fine non poteva fare più niente, nemmeno mangiare, dopo la guarigione improvvisa, totale e risolutiva, ha smesso di prendere i farmaci e ha riacquistato tutte le facoltà.
Le faccio vedere una prova di quel miracolo. Il giorno prima della guarigione, la superiora disse a suor Normand di scrivere su un foglio il nome di Giovanni Paolo II. Questo foglio, che ho visionato personalmente, è stato sottoposto ai più grandi esperti mondiali di calligrafia e tutti hanno ammesso che si trattava di una tipica calligrafia di un ammalato di Parkinson nello stato avanzatissimo. Lo stupore è stato tanto quando subito dopo l’evento miracoloso la suora ha scritto di nuovo il nome del Papa ed era una scrittura lineare di una persona totalmente sana.

- Il giornalista che recentemente ha sollevato i dubbi circa la guarigione di suor Normand ha ammesso che riceveva notizie vaticane da tutti: dall’usciere al cardinale. Probabilmente, le notizie circa la suora francese ha ricevute da un usciere chiacchierone e incompetente.

- I giornalisti dovrebbero parlare di queste cose con i medici ha hanno studiato le carte, non riportare le voci di corridoio.

„Niedziela” 11/2015

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