PADRE PIO: DA QUEST’ANNO LA PERMANENTE OSTENSIONE DEL CORPO DEL SANTO

Intervista al settimanale “NIEDZIELA” del rettore del convento dei cappuccini di San Giovanni Rotondo, p. Francesco Dileo

Włodzimierz Rędzioch: - Che cosa significa per voi cappuccini essere custodi delle reliquie del vostro confratello che è diventato santo nello stesso vostro convento?

P. Francesco Dileo: - Significa custodire innanzitutto la memoria di un confratello che ha percorso fino in fondo la strada della santità, ma contemporaneamente significa anche impegno nella testimonianza personale e nell’azione pastorale, perché venga conosciuta la sua spiritualità e la gente continui a trovare in questi luoghi la possibilità di vivere un tempo propizio di grazia, la possibilità di vivere una profonda e significativa esperienza di fede.

- La prima ostensione ebbe luogo 5 anni fa (dal 24 aprile 2008 al 24 settembre 2009). Quali sono stati i frutti di questa prima ostensione?

- La prima ostensione delle reliquie del corpo di san Pio ha richiamato i fedeli ad una vita santa, attraverso la scoperta o la riscoperta dell’insegnamento, del messaggio e della vita stessa del venerato confratello ed ha favorito momenti e tempi di particolare grazia e di benefici spirituali. Ci sono state conversioni e, in maniera più frequente, si sono registrate situazioni di ritorno alla vita di fede, dopo periodi di smarrimento e di disorientamento, provocati molto spesso dall’abbaglio di sub valori o di modelli devianti che la cultura dominante asseconda o permette che vengano proposti nella nostra epoca.

- Perché avete deciso di esporre il corpo di Padre Pio in modo perpetuo?

- La motivazione è scaturita principalmente dalle tante e continue richieste dei pellegrini. La domanda più ricorrente rivolta a noi frati durante i loro pellegrinaggi era proprio quella relativa alle motivazioni per cui Padre Pio era stato richiuso in un sarcofago e se ci sarebbero state imminenti possibilità per una nuova ostensione. Chiaramente la decisione di porre in essere una nuova e permanente ostensione del corpo del Santo è stata presa dopo averne valutato l’opportunità, insieme alle competenti autorità ecclesiastiche, e dopo aver ottenuto tutti i permessi necessari.

- Come avete sistemato il sarcofago con le spoglie del Santo?

- Abbiamo semplicemente estratto dal sarcofago di legno rivestito con lamine d’argento, opera del maestro Goudji, l’urna trasparente che conteneva all’interno il corpo di san Pio e, dopo aver effettuato la necessaria e breve ricognizione, la stessa urna è stata sistemata nel luogo dove era stato posto il sarcofago al momento della traslazione delle reliquie nella chiesa inferiore a lui intitolata.

- Con quale spirito i pellegrini dovrebbero accostarsi alle reliquie del Santo?

- Con gli stessi atteggiamenti e con gli stessi propositi con cui ci si accosta alle reliquie di altri santi. I corpi dei santi, che vivono con Cristo, non sono opere d’arte da ammirare o semplici vestigia storiche per arricchire la conoscenza del nostro passato. I santi, che in vita sono stati membra vive di Cristo stesso e tempio dello Spirito Santo e che da lui saranno risuscitati per la vita eterna e glorificati, sono degni di onore, di venerazione e soprattutto si propongono come modelli da imitare e da seguire nel percorso che li ha condotti alla perfezione della vita cristiana.
Padre Pio continuerà ad accogliere le centinaia di migliaia di fedeli, che gli porteranno innanzi gioie e dolori, fatiche e malattie, attese e speranze, peccati e propositi nuovi. Dalla sua urna – come ha sottolineato il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, nella sua omelia all’inizio dell’ostensione, il primo giugno scorso – il volto di Padre Pio ci aiuterà a scoprire il volto pieno di misericordia di Gesù. Un volto che dice: «Venite a me, voi tutti affaticati e oppressi ed io vi ristorerò».

"Niedziela" 38/2013

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