Novità nella Guardia Svizzera

Le Guardie del Papa riceveranno la formazione nel Ticino

Siamo abituati a vedere le guardie svizzere del Papa nelle loro antiche uniformi giallo-blu-rosse: sono diventati un elemento del paesaggio vaticano. Ma tanta gente si chiede: come si può assicurare la sicurezza del Pontefice e del Vaticano vestendo queste divise storiche, con le spade e le alabarde? Ovviamente non tutti sanno che i giovani svizzeri che portano queste rinascimentali uniformi sono preparati benissimo per svolgere il loro ruolo della guardia pontificia: addestrati militarmente, abituati all’uso delle moderne armi, preparati fisicamente, psicologicamente ed anche linguisticamente. Fino a poco tempo fa le reclute della Guardia Svizzera per il servizio venivano addestrati in Vaticano, dall’autunno di quest’anno una parte della loro formazione si svolge in Svizzera, nel centro della formazione della polizia del cantone Ticino. Il 26 settembre un’apposita convenzione è stata firmata dal comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e dal comandante della Guardia Svizzera Christoph Graf. Di questa novità nella vita delle guardie del Papa ho parlato con il Sergente Urs Breitenmoser.

Włodzimierz Rędzioch: - Come tradizionalmente venivano preparate le reclute della Guardia Svizzera al servizio in Vaticano?

Sergente Urs Breitenmoser: - Le reclute arrivano da noi in Vaticano tre volte l’anno. La loro preparazione avveniva in Vaticano e durava tra quatto e cinque settimane.

- In Vaticano si poteva assicurare la formazione adeguata?

- Da anni si è voluto assicurare la formazione al passo coi tempi, sugli standard di sicurezza di oggi. Volevamo sempre migliorare la preparazione professionale delle reclute. E così è nata l’idea di iniziare con la formazione molto specialistica nel centro di polizia in Svizzera.

- Perché il vostro Comando ha deciso di scegliere il centro di polizia nel Ticino, il cantone di lingua italiana?

- Si è scelto il cantone Ticino per vari motivi. Prima di tutto è il cantone meglio raggiungibile dall’Italia: 6 ore di macchina da Roma. Secondariamente volevamo dare alle future guardie svizzere l’infarinatura della lingua italiana che serve durante il servizio per comunicare con la gente, particolarmente agli ingressi e nel palazzo. Ovviamente i corsi delle materie specifiche come tiro e sicurezza personale, elementi di psicologia e diritto, formazione antincendio, tecniche di pronto soccorso, ecc. si svolgono nella madrelingua cioè in tedesco, francese e italiano.

- Quando dura il corso in Svizzera?

- Il corso in Svizzera dura un mese e dopo c’è la scuola reclute di quattro-cinque settimane in Vaticano per conoscerlo. Le guardie devono imparare i luoghi, le personalità più importanti, i collaboratori del Santo Padre. Devono imparare anche come comportarsi con le persone che le avvicinano durante il servizio, perché i turisti e i pellegrini in qualche modo associano le Guardie Svizzere con la figura del Santo Padre.

- C’è ovviamente anche la preparazione fisica…

- Assolutamente, anche se a causa dei turni di servizio si tratta prevalentemente degli esercizi individuali.

- Come affrontate le nuove sfide del mondo odierno segnato anche dalle minacce terroristiche?

- In realtà noi da sempre adottiamo tutte le misure di sicurezza. Dove operiamo siamo sempre vigili al massimo e le nostre guardie sono ben preparate. E bisogna dire che nel nostro lavoro noi non siamo soli: c’è anche la Gendarmeria Vaticana con cui siamo in stretta collaborazione. Confidiamo anche nei servizi di sicurezza italiani. Ovviamente il problema esiste, anche se attualmente non c’è una minaccia precisa.
Volevo aggiungere che per le guardie che desiderassero fare il terzo anno di servizio c’è la possibilità di fare il brevetto federale svizzero come agente di sicurezza. Ciò permetterebbe alla la guardia che torna in Svizzera di aprire un’agenzia propria di sicurezza. Tante Guardie che tornano dopo i loro due anni in Patria tornano sul proprio mestiere, riprendono gli studi o iniziano la loro formazione nell’abito della Polizia o Esercito. Alcuni hanno “assaporato” la mondialità di Roma, e hanno desiderio di scoprire altre parti del mondo, magari imparando una nuova lingua. Alcuni scoprono anche la loro vocazione ed entrano in seminario.

- Quante reclute si stanno attualmente preparando nel centro di polizia del cantone Ticino?

- Ci sono 15 ragazzi in formazione in Svizzera e dovrebbero arrivare in Vaticano alla fine del mese.

- Allora per Natale vedremo le nuove guardie già in servizio?

- Ci auguriamo che per Natale saranno operative.

Niedziela 1/2017

Editore: Tygodnik Katolicki "Niedziela", ul. 3 Maja 12, 42-200 Czestochowa, Polska
Redattore capo: Lidia Dudkiewicz • E-mail: redakcja@niedziela.pl