L’ipocrisia del mondo

Wlodzimierz Redzioch parla con don Fortunato Di Noto

Wlodzimierz Redzioch - In Polonia viene presentato un film sugli abusi dei sacerdoti sui bambini. Sei storie sconvolgenti che colpiscono. E la gente se la prende con la Chiesa perché nel film si vedono tutti i simboli del nostro cattolicesimo abbinati a questi crimini...

Don Fortunato Di Noto - Un film con qualche vittima degli abusi? Ovvio che non possiamo non accogliere, rispettare e proteggere chi ha subito degli abusi, gravi se da parte del clero. Ma non possiamo e non dobbiamo dimenticare una drammatica realtà, che è globale e spesso viene sottaciuta e dimenticata: il Papa ha parlato recentemente di 18 milioni di minori abusati in Europa! Questo vuol dire che ci sono milioni abusatori, milioni di pedofili, che ovviamente, anche in minima parte, non possono essere sacerdoti. I sacerdoti nel mondo ci sono circa 450 mila, di cui qualche migliaio coinvolti in questi crimini contro bambini. Fatti gravi che non possono, mediaticamente parlando, oscurare il dramma degli abusi sui minori nel mondo, nella società, compiuti da milioni di abusatori.
Basta avere un po' di buon senso per constatare che, statisticamente, la pedofilia (abusi di bambini prepuberi: neonati e preadolescenti, 12/13 anni) nella Chiesa è un fenomeno marginale, più presente dai 14 anni in su da parte di preti che non sanno gestire e vivere la propria sessualità (sia omosessuale, nella maggior parte dei casi, che eterosessuale). Riguarda migliaia di sacerdoti (nei tanti anni), ma milioni non sacerdoti. Ogni abuso sul minore è un dramma ma io non devo vedere un film fatto in Polonia per scoprire che cosa è l’abuso. Io da 30 anni per combattere la pedofilia e la pedopornografia perciò sono “costretto” a vedere ogni giorno gli abusi sessuali sui minori mostrati in rete, abusi terribili, inimmaginabili. Dall’inizio di quest’anno, stando ai dati aggiornati al 21 aprile 2019, l’Associazione Meter ha denunciato già 5 milioni e 826.458 foto a sfondo pedopornografico e 102.630 video pedopornografici.

- E dietro ogni scatto c’è un bambino abusato...

- Si, dietro ogni foto e ogni video c'è un bambino o una bambina abusati, quindi che hanno già avuto violata la loro innocenza, che vivono una forma di schiavitù perenne e duratura. Bisogna tener conto che vengono riprodotti negli abusi anche per anni interi, quindi iniziano che sono neonati e continuano anche negli anni… E allora questo è il dato agghiacciante che mostra quanto sia profondo e radicato l’aspetto perversivo e criminale del fenomeno. I bambini nella pedofilia e nella pedopornografia sono veramente l’oggetto di un business enorme e devastante, un mercato floridissimo.

- I colossi del web che non spesso oscurano i siti pro-life e pro-famiglia, tollerano questi crimini in rete?

- C’è un’impunità diffusa e la responsabilità è soprattutto dei colossi del web che appellandosi ad una fantomatica privacy dei pedocriminali si limitano a rimuovere il materiale, non fornendo alle autorità di polizia italiana ed estera i ‘codici-targa’ necessari ad individuare i soggetti che compiono questi reati”. “Da parte dei giganti del web c’è una connivenza quasi plateale con i criminali” Vi faccio un chiaro esempio, una piattaforma che blocca, quando vengono segnalati, dei siti pedopornografici in tutto il mondo, dichiara che ad oggi (23 maggio 2019) sono stati bloccati n. 6811 IP in Polonia, con migliaia di foto e video pedopornografici. Comprendete quanto è grande il problema? (vedasi foto in allegato). Bisognerebbe chiedere a chi appartengono e individuare chi produce, divulga e possiede tale nefando materiale.

- Gesù per primo ha parole durissime contro chi abusa dei bambini e la Chiesa non ha mai giustificato tali abusi...

- Questo è verissimo perciò un sacerdote che commette un abuso sul bambino compie un crimine ma anche un peccato gravissimo. Ma, purtroppo, nel mondo c’è chi giustifica e addirittura promuove la pedofilia. Per esempio, la rete non è esclusivamente uno strumento di diffusione di foto e di video pedopornografici, ma serve anche a diffondere e promuovere l’ideologia che vuole normalizzare la pedofilia. Dietro c’è una vera e propria lobby ben organizzata. Noi lo denunciamo da più di 20 anni. La lobby pedofila è una lobby strutturata, trasversale e in un certo qual senso, condivisa, a volte caldeggiata dall’intellighenzia culturale della nostra società relativista. Tutto sulla pelle dei bambini.

- Intanto invece di combattere le lobby pedofile c’è chi chiede le dimissioni dei vescovi, degli episcopati...

- E’ una cosa assurda. Secondo questa logica io ogni giorno dovrei chiedere le dimissioni dei capi dei giganti web, dei capi delle polizie che non reagiscono alle mie segnalazioni di pedopornografia in rete, dei capi delle nazioni che tollerano la pedofilia, ecc. Ovviemente chi ha delle responsabilità e ha compiuto delle negligenze si assuma la responsabilità.

- Ma la gente, spesso le intere organizzazioni, che combattono la pedofilia nella Chiesa non bussano alla sua porta?

- Purtroppo, quasi mai. E questo mostra tutta l’ipocrisia di certi presunti difensori dei minori. Lei parlava del film prodotto in Polonia. Anch’io ho raccolto sei testimonianze delle persone che da bambini hanno subito degli abusi. Ho cercato un editore per pubblicarle ma nessuno era interessato: gli abusi commessi da non sacerdoti non interessano. Ecco la falsità del mondo che usa due pesi e due misure: le vittime sono solo dei sacerdoti, altri abusati come se non esistessero.

- Non possiamo fare vedere quello che già è stato fatto ai bambini, è molto grave, ma forse potrebbe essere l’unica strada per sollevare le coscienze. L’abuso è abuso da chiunque lo commette. E’ bene non dimenticarlo.

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