FATIMA - 90° ANNIVERSARIO DELLE APPARIZIONI MARIANE

Intervista con card. José Saraiva Martins

Wlodzimierz Redzioch- Lei, Eminenza, era uno degli stretti collaboratori di Giovanni Paolo II, il Papa che aveva un rapporto particolarissimo con la Madonna di Fatima. Vogliamo parlarne?

Card. José Saraiva Martins- E' fuori dubbio che tra Giovanni Paolo II e Fatima c'era un rapporto intimo e profondo. Il Papa lo ha manifestato pubblicamente in tanti modi. Innanzitutto, dopo l'attentato Egli ha attribuito alla Madonna di Fatima la sua salvezza: diceva che una mano ha sparato, un'altra mano, la mano materna, ha deviato il proiettile. L'anno seguente, 1982, il Santo Padre è andato appositamente a Fatima per ringraziare la "Bianca Signora". Dopo, ha rinnovato la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria: l'ha fatto in Vaticano sulla piazza di San Pietro, ma ha voluto presente, come per presiedere la celebrazione, la statua originale della Madonna venuta da Fatima. Per di più, Giovanni Paolo II ci teneva ad avere una statua della Madonna nel palazzo pontificio di Castel Gandolfo. Si può dire che il defunto Pontefice era devotissimo della Madonna di Fatima e il suo "Totus tuus" si riferisce anche alla Madonna di Fatima.
Volevo aggiungere che il Papa si interessava di tutto quello che succedeva a Fatima.

- Giovanni Paolo II ha voluto svelare la terza parte del cosiddetto "segreto di Fatima", ma per certe persone il "vero" segreto non è stato rivelato completamente. Dobbiamo aspettarci altre rivelazioni?

- Lo so che certi giornalisti riprendono l'argomento per dire che forse non è stato rivelato tutto il segreto di Fatima. Ma posso dire che certamente è stato tutto pubblicato. Nell'anno 2000 quando Giovanni Paolo II è andato a Fatima per beatificare i due veggenti, il card. Sodano, allora Segretario di Stato, ha letto la terza parte del "segreto". Io ho avuto l'occasione di leggere prima il testo originale, manoscritto di Lucia, e posso dire che tutto quello che è stato rivelato corrisponde al testo della veggente.

- Suor Lucia ne parlava del "segreto"?

- Ho conosciuto suor Lucia per tanto tempo e spesso facevamo lunge chiacchierate, ma devo dire sinceramente che lei non mi parlava mai di questo specifico argomento.

- Come era suor Lucia "in privato"?

- Suor Lucia prima di tutto era una persona semplice, piena d'umor, intelligente e molto concreta. Aveva un umor naturale che caratterizza tanti santi. Per quanto riguarda la sua concretezza, basta ricordare che per molti anni faceva l'economa nel suo monastero. Quando qualche anno fa le monache hanno voluto costruire un nuovo monastero a Guardia, nella mia città, suor Lucia fu mandata lì per spiegare agli architetti come doveva essere costruito il monastero.

- Si sa che suor Lucia scriveva tanto. Ci sono tanti suoi scritti?

- E' vero. Suor Lucia scriveva molto. La suora mi ha parlato di questo. Che cosa contengono questi scritti? Non si sa ancora, perché sono scritti personali. Lo si saprà un giorno quando saranno pubblicati, magari nel contesto dei preparativi per un eventuale processo di beatificazione.
Le racconto un fatto: suor Lucia voleva tanto avere un computer personale per poter scrivere. La madre badessa le diceva che c'era a disposizione il computer della comunità, ma la suora rispondeva con garbo che il computer della comunità non era personale.

- Questi scritti si trovano ancora nel monastero di Coimbra dove suor Lucia ha vissuto fino alla morte?

- Si, per il momento tutto si trova nel monastero di Coimbra. E' chiaro che quando comincerà la causa di beatificazione a livello diocesano, allora tutti questi documenti passeranno alla postulazione.

- Giacinta e Francesco sono stati beatificati da Giovanni Paolo II. A che punto sono i preparativi per il processo di beatificazione di suor Lucia?

- Ogni processo di beatificazione è articolato in due fasi: diocesana e "romana" cioè presso la Congregazione per le Cause dei Santi. Nella fase diocesana si raccolgono tutti i documenti relativi alla persona, candidata agli altari, e la documentazione del presunto miracolo. Quella documentazione viene portata alla nostra Congregazione e comincia la fase "romana".
Per quanto riguarda suor Lucia, il processo di beatificazione non è incominciato ancora nemmeno a livello diocesano.

- Suor Lucia era legata a due diocesi: Leiria-Fatima (luogo di nascita e delle apparizioni) e Coimbra (luogo della morte). Dove dovrebbe svolgersi il processo diocesano?

- Secondo le norme canoniche, nel luogo della morte. Allora il vescovo di Coimbra sarà chiamato a organizzare il processo di beatificazione. Ma non si può cominciare il processo prima che passino 5 anni dopo la morte. A meno che il Papa non dia la dispensa, come è successo nel caso di Giovanni Paolo II. Se il vescovo di Coimbra chiedesse al Papa di poter cominciare prima, il Papa poterebbe concedere tale dispensa. In ogni caso il vescovo diocesano deve chiedere anche al nostro dicastero il permesso di poter cominciare il processo. Il processo serve a scoprire se c'erano le eroicità delle virtù del candidato sugli altari, se c'è un vero miracolo.

- Giovanni Paolo II era molto legato anche a suor Lucia...

- Questo è vero. Si potrebbe dire tanto su questo legame, ma volevo ricordare soltanto una bellissima lettera che Giovanni Paolo II ha scritto a Lucia morente, un gesto di affetto e di vicinanza.

- Ci avviciniamo alla data del 17 maggio, il 90° anniversario delle apparizioni mariane a Fatima. Che cosa significano queste apparizioni per la Chiesa in Portogallo, Suo Paese natale?

- Le apparizioni a Fatima sono state per la Chiesa portoghese e per il Portogallo un straordinario dono di Dio. Fatima è diventata un punto di riferimento per i fedeli. Si può dire che dal 1917 i Portoghesi hanno imparato a guardare verso Fatima, confidando nella Madonna.

- Come i Polacchi guardano verso la Madonna di Czestochowa...

- E' proprio così. Fatima è diventata la capitale spirituale del Portogallo. Fatima ha inciso in maniera straordinaria sulla spiritualità e sulla vita ecclesiale della nazione. Oggi non si concepirebbe la Chiesa portoghese se non ci fosse Fatima. Fatima è diventa anche parte della cultura portoghese.

- La Madonna ha promesso che in "Portogallo si conserverà sempre la fede". Come la Chiesa in Portogallo si difende contro un'onda di secolarizzazione e d'anticlericalismo che investe la maggior parte d'Europa e in modo particolare la vicina Spagna?

- Certamente in Portogallo c'è il clima socio-politico proprio del nostro continente caratterizzato da mancanza di fede, relativismo etico e morale, laicismo.

- Il Portogallo è influenzato dalla vicina Spagna, laicista ed anticlericale?

- Credo che la Spagna abbia oltrepassato ogni limite, ma penso che in Portogallo non si arriverà mai a quelli estremi della Spagna. I Portoghesi non sono così estremisti (anche i non credenti) e hanno un naturale buon senso. Contro la scristianizzazione la Chiesa portoghese guarda ancora a Fatima perché il suo messaggio è sempre attuale. L'appello dei veggenti-pastorelli riguarda la fede, la conversione, il rosario, la pace, l'eucaristia. I Portoghesi confrontano sempre con questi insegnamenti di Fatima e, in questo clima anticlericale, sono spinti a riflettere. Il Portogallo e il mondo di oggi si salverà, se adempirà le richieste della Madonna di Fatima.
Tornando al significato di Fatima, vorrei sottolineare che tale significato non si limita al Portogallo. Ormai Fatima appartiene al mondo intero ed è diventata "altare del mondo", punto di convergenza della pietà mariana di tutto il mondo.

- Come il santuario di Fatima si sta preparando per le celebrazioni del 90° anniversario delle apparizioni?

- Il 90° anniversario si sta preparando con grande entusiasmo. Sarà la festa non soltanto dei portoghesi ma di tutti cattolici perché Fatima appartiene ormai a tutto il mondo. C'è già il programma delle celebrazioni: il primo punto del programma sarà la grande celebrazione del 13 maggio nell'anniversario della prima apparizione con la partecipazione del card. Angelo Sodano, Legato Pontificio. Il secondo avvenimento è un grande congresso sul significato teologico-pastorale delle apparizioni di Fatima nel mondo di oggi. Il terzo avvenimento sarà l'inaugurazione della nuova basilica dedicata alla Santissima Trinità.

- Perché a Fatima la nuova basilica sarà dedicata alla Santissima Trinità?

- La ragione è molto semplice: perché nelle apparizioni, specialmente dell'Angelo, si parla della Santissima Trinità; l'Angelo chiese ai pastorelli di adorare Dio Uno e Trino.

- I portoghesi non sono rimasti male che Benedetto XVI non parteciperà alle celebrazioni a causa del suo viaggio in America Latina per il congresso del CELAM?

- Tutti capiscono bene che il Papa non può disertare la conferenza del CELAM prevista da molto tempo, allora saranno contenti della presenza del Suo Legato.

IL SIGNIFICATO DI FATIMA
90 anni fa, nel lontano 1917, in un angolo sperduto del Portogallo nel villaggio di Fatima la Madonna apparve ripetutamente a tre piccoli pastorelli. Le apparizioni di Fatima ebbero un'eco fortissima non soltanto in Portogallo ma anche in tutto mondo cattolico e rimangono uno dei più importanti eventi religiosi del XX secolo. A Fatima, come a Lourdes, la Madonna confida il suo messaggio a dei pastorelli analfabeti senza grande cultura religiosa. Dio è fedele alle sue promesse espresse nelle beatitudini: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli ...Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio" (Mt 3, 3-6) e ricorda le eterne verità evangeliche agli uomini del nostro tempo servendosi delle persone più ingenue e, sembrerebbe, più incompetenti. Ma per Dio la purezza del cuore conta più delle qualità intellettuali.
Il messaggio di Fatima contiene due elementi: il messaggio della Madonna e l'edificante testimonianza dei veggenti, specialmente di Giacinta e Francesco. Il messaggio della Madonna, e dell'Angelo che apparve ai pastorelli prima, si può sintetizzare agli obblighi evangelici di preghiera e di penitenza. La Madonna chiede ai bambini di recitare quotidianamente il rosario e in questo modo fa capire che tale preghiera è a portata di tutti ed è la più efficace. Il messaggio di Fatima invita anche alle penitenza. Nei nostri edonistici tempi nessuno vuole soffrire perché agli occhi della maggioranza degli uomini la sofferenza non ha nessun senso. A questo mondo da Fatima viene la richiesta: "Offrite a Dio il sacrificio di tutto quello che vi sarà possibile, in atto di riparazione dei peccati con cui Lui (Dio) viene offeso e per impetrare la conversione dei peccatori" (apparizioni dell'Angelo) e "Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte, specialmente quando farete qualche sacrificio: 'O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria!'" (terza apparizione).
Spesso la gente, vedendo le drammatiche sorti del mondo, è tentata a vedere nel messaggio di Fatima solo il lato apocalittico legato al cosiddetto "terzo segreto". Ma Fatima dovrebbe insegnare l'ottimismo perché, malgrado l'apparente onnipotenza del male, la Madonna ci conforta dicendo: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà".

"Niedziela" 19/2006

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