Asia minore - terra cristana

Intervista con p. Egidio Picucci, cappuccino

Włodzimierz Rędzioch: - Eusebio di Cesarea, lo scrittore e lo storico della Chiesa, scriveva nella sua Historia ecclesiastica che gli apostoli si sono sparsi su tutta la terra. Chi è andato ad evangelizzare l'Asia minore?

P. Egidio Picucci: - In Asia minore sono andati tre apostoli: Pietro, Barnaba e Giovanni. Ma per essere più preciso bisogna dire che il cristianesimo in Asia Minore appare con i giudeo-cristiani che fuggendo dalle persecuzioni ai tempi di santo Stefano (martirizzato nell'anno 35) andavano nell'odierna Antiochia che allora faceva parte della Siria. Quando gli apostoli seppero che là si era formato un nucleo di credenti, mandarono Barnaba per vedere cosa stava succedendo. Barnaba vide che quel gruppo era non soltanto numeroso ma anche ben preparato, pensò che bisognava organizzarlo meglio. Andò a Tarso per chiedere a Paolo (allora Saulo) ad aiutarlo. Insieme rimasero due anni ad Antiochia insegnando a quella comunità.

- Quale era il ruolo di Paolo nella cristianizzazione dell'Asia Minore?

- Il ruolo di Paolo nell'evangelizzazione di quelle terre era fondamentale. Dopo aver soggiornato ad Antiochia, Paolo insieme con Barnaba intraprese un lungo viaggio in Asia Minore. Partì dal porto di Seleucia, fece scalo a Cipro dove evangelizzò la gente cominciando dal rappresentante dell'Impero Romano, poi fece il primo lungo viaggio apostolico in Asia Minore di 1000 chilometri (fu accompagnato da Sila).

- Possiamo dire allora che la predicazione di Paolo fu il momento decisivo per la nascita della Chiesa in Asia Minore.

- Indubbiamente si. C'è un esempio della catechesi che Paolo faceva alle comunità nascenti in Asia Minore e cioè il discorso che fece ad Antiochia di Pisidia (oggi esiste ancora e si chiama Alvash). Paolo fa un po' di storia dell'Antico Testamento dimostrando che le predizioni dei profeti si sono avverate nella persona di Cristo. Cambiò questo stile di predicazione quando si affacciò in Grecia (Fillippi, Atene e Corinto).

- Parliamo adesso di Giovanni che predicava ed e morto ad Efeso...

- Giovanni fu il primo predicatore ad Efeso. Quando Paolo arriva ad Efeso e chiede se conoscano lo Spirito Santo, gli dicono che conoscono il battesimo di Giovanni. Allora Giovanni è il fondatore della Chiesa in quella città e il suo primo vescovo. Da lì viene poi esiliato all'isola di Patmos dove scrisse l'Apocalisse, poi torno ad Efeso dove subì il martirio e dove è sepolto. Ci sono ancora i resti di una chiesa costruita dall'imperatore Giustiniano con il sepolcro di Giovanni. Le recenti ricerche archeologiche sembrano confermare che proprio lì si trova il sepolcro dell'apostolo. Secondo l'antica tradizione da questa tomba veniva fuori una polvere bianca, che chiamavano manna. I fedeli la raccoglievano e la portavano ai ammalati quali guarivano. Per molti anni si celebrava la "festa della manna" la prima domenica di maggio.

- Una delle lettere di Giovanni fu indirizzata alla Chiesa di Smirne (Benedetto XVI visiterà sia Efeso sia Smirne). Che cosa sappiamo di questa Chiesa?

- La città di Smirne fu importante già nel periodo greco e romano. La chiamavano "bella Smirne", patria di filosofi e poeti. In questa città esisteva una discreta comunità cristiana alla quale Giovanni indirizzò una della sue famose lettere. Va sottolineato che è l'unica Chiesa che non riceve dei rimproveri da parte di Giovanni. Smirne diventa importante nel II secolo con il suo vescovo Policarpo, successore di Giovanni.

- Giovanni nell'Apocalisse parla delle "sette Chiese". Di che cosa si tratta?

"Niedziela" 49/2006

Editore: Tygodnik Katolicki "Niedziela", ul. 3 Maja 12, 42-200 Czestochowa, Polska
Redattore capo: Lidia Dudkiewicz • E-mail: redakcja@niedziela.pl